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Bhujangasana, il Cobra

Bhujangasana, il Cobra

Parlando di asana con estensione indietro non posso non partire da una tra le posizioni più conosciute, dal termine sanscrito quasi impronunciabile Bhujangasana, ma molto conosciuto come il Cobra.

Come rappresentazione simbolica, il serpente è presente in molte tradizioni e culture.

Se l’Occidente guarda al serpente come un simbolo di morte e peccato, l’Oriente considera il suo aspetto letale come indispensabile arma di difesa necessaria alla sopravvivenza e guarda alla sua capacità di trasformazione: il suo veleno letale è simbolo di morte ma, allo stesso tempo, la sua capacità di cambiare pelle è simbolo di rinascita e di profonda trasformazione interiore.

Il serpente rappresenta quindi la continua lotta tra la vita e la morte, è un potente simbolo sessuale e incarna la paura di soccombere ed essere sopraffatti dalle avversità della vita.

Bhujanga vuol dire Cobra e ci riporta ai Naga e a Shiva che nelle sue rappresentazioni indossa serpenti come collane e bracciali.

Nella mitologia Indiana il serpente rappresenta un potente sostegno, non a caso anche l’energia Kundalini è visualizzata come un serpente che risale attraverso Sushumna Nadi.

Bhujanga è Ananta, il serpente dalle sette teste, arrotolato su se stesso che galleggia sul fiume mentre Vishnu dorme beatamente su di lui e la dea Lakshmi lo sorveglia  e lo massaggia con l’amrita, l’elisir dell’immortalità degli dei.

E’ la simbologia della conservazione della specie, l’acqua come seme umano, la terra come utero che riceve e fa si che la vita possa continuare.

Bhujangasana, come posizione yoga, riassume in sé tutti questi aspetti.

Dalla posizione prone con la fronte al tappeto, le gambe distese chiuse o leggermente distanziate non oltre la larghezza del bacino e con il dorso dei piedi aderente al suolo, flettere le braccia portando le mani all’altezza delle spalle mantenendo i gomiti aderenti al busto.

Il movimento parte dalle spalle che ruotano indietro per espandere il torace e inglobare le scapole nella schiena.

Nell’inspiro premere con le mani sul pavimento sollevando la testa, il torace e l’addome, mantenendo il pavimento pelvico e gli addominali attivi e il pube che spinge sul tappeto per tutta la durata dell’asana.

Distendere le braccia mantenendo le spalle rilassate e lontane dalle orecchie estendendo indietro solo la parte alta della schiena e lo sguardo in avanti.

Se si dovesse avvertire pressione nella zona lombare, flettere leggermente le braccia in modo da ridurre l’estensione indietro o praticare la variante della Sfinge portando gli avambracci al tappeto con i gomiti in linea con le spalle.

Bhujangasana dona flessibilità alla colonna migliorando i disturbi ad essa correlati, tonifica e allunga i muscoli dell’addome, regolarizza il flusso mestruale, espande il torace, migliora la respirazione e, generando calore, favorisce la digestione, la circolazione e il funzionamento della tiroide.

A livello energetico lavora principalmente su Anahata, il quarto Chakra, Vishudda, il quinto e Manipura, il terzo Chakra. Trattandosi di un’asana energizzante, tende ad aumentare Pitta Dosha e a diminuire Vata e Kapha.

A livello psicologico Bhujangasana aumenta l’autostima, la pazienza, il coraggio di “cambiar pelle”, lavora sulla capacità di riuscire ad esprimere le proprie emozioni liberandosi dalla paura del giudizio.

E’ un lavoro lungo e graduale e in questo senso stimola la pazienza, la pazienza di saper aspettare il cambiamento e la “saggezza”…il cobra sa aspettare…

…sii come un cobra che si muove lentamente e attacca rapidamente, con la testa ben alzata e gli occhi sempre aperti.

Mary Bellomo

 

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