VATA DOSHA

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VATA DOSHA

VATA DOSHA

Come anticipato nell’ articolo di ieri, cerchiamo di spiegare in modo semplice come l’Ayurveda classifica queste energie che, sebbene non si prestino ad evidenti prove scientifiche, influenzano e svolgono un ruolo fondamentale nella nostra vita e in quella dell’universo intero.

Vata è la risultante della combinazione Etere più Aria, è il principio da cui origina ogni movimento, corrisponde in un certo qual modo al sistema nervoso ed è l’energia che governa anche le altre poiché insita in sé è la vita stessa.

Nella sua funzione di movimento sia fisico che mentale regola il movimento della peristalsi intestinale, la circolazione del sangue e linfatica, la respirazione, la costituzione delle cellule, gli organi motori, ogni movimento volontario e involontario.

Sebbene i Dosha siano presenti in tutto il corpo, la maggiore concentrazione di Vata la troviamo nella parte inferiore del corpo, nell’intestino, negli arti inferiori, nella vescica, nella zona pelvica, nei reni.

Composto di aria ed etere, rispecchia caratteristiche quali la leggerezza, la secchezza, la freddezza, la velocità.

Da ciò possiamo dedurre le caratteristiche delle costituzioni Vata.

Il tipo Vata ha una corporatura leggera, tendenzialmente molto magra, capelli sottili, pelle secca.

Sono persone agili e veloci, molto energetiche, con un metabolismo veloce, difficilmente prendono peso, hanno una frequenza cardiaca molto veloce.

Lo squilibrio in difetto di un Dosha, non causa gravi problematiche mentre un accrescimento è causa di malattia.

Vata in eccesso potrebbe causare disidratazione, pelle molto secca, lenta cicatrizzazione delle ferite, problemi articolari e rigidità muscolare, ansia, insonnia, depressione.

I cibi adatti al tipo Vata sono quelli che non contengono la sua stessa composizione, dovrebbero evitare pietanze troppo fredde o troppo calde e cibi come cavoli, cetrioli, patate, pane e tutto quel che ha predominanza etere-aria come ad esempio i legumi.

Oltre alle abitudini alimentari e a fattori naturali, anche lo stile di vita incide sullo squilibrio dei Dosha.

Nel caso del tipo Vata, tra le attività che aumentano questa energia ci sono il viaggiare, soprattutto in aereo, lo stare svegli fino a tardi, il condurre una vita stressante.

Per quanto riguarda la pratica Yoga, Vata diminuisce in modo molto generale con una pratica statica.

Per fare un esempio, Virabhadrasana I , nella sua staticità, tende a diminuire Vata generando quel calore interiore che aumenta Pitta, lasciando emergere le energie potenziali inattive di Kapha che in tal senso diminuisce.

Ma non essendoci verità assolute, nell’ Ayurveda come nello Yoga e, per quanto mi riguarda nell’intera esistenza, considero che in una pratica molto dinamica la stessa asana oltre a domare l’inerzia di Kapha, ad accendere il fuoco interiore di Pitta, generi un movimento intenso quanto fluido e leggero che si nutre di aria e, in tal senso possa portare ad un accrescimento di Vata.

Mary Bellomo

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