Lo yoga è senza tempo, senza spazio, è la libertà di sbagliare…

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Lo yoga è senza tempo, senza spazio, è la libertà di sbagliare…

Ogni asana è una perla, ma un pugno di perle non è ancora una collana!
Il filo che attraversa, riunisce e ordina le asana è il soffio controllato dell’anima e della coscienza.
(André Van Lysebeth)

Patanjali nei suoi “Yoga Sutra” definisce lo yoga come soppressione delle modificazioni della coscienza, soppressione del vortice dei pensieri “citta vritti nirodha” e indica otto stadi, o anga appunto “Ashtangayoga”.
Vorrei soffermarmi sul concetto di Asana, terzo anga, che semplicemente potremmo tradurre come “posizione comoda”.

“La postura è stabile e agevole. Ciò si ottiene con il rilassamento dello sforzo e l’immedesimazione con l’infinito”. (Yoga Sutra, II 46-47)

Partendo da tali presupposti, e avendo una visione tantrica dello yoga, faccio fatica a considerare yoga un insieme di asana “forzate” che compongono una lezione.
Mi spiego meglio…
Non dovrebbe essere lo yoga una evoluzione, un passaggio in stati di coscienza sempre più elevati, un passaggio graduale che porta mente corpo e spirito a “viaggiare” su binari paralleli?
Lo yoga, non è forse Unione, controllo unitario dei sensi?
E allora dov’è la “perfezione dell’asana” se la perfezione esiste, che tu “maestro” chiedi all’allievo?
Passi le ore a “correggere” e talvolta con quell’austerità che non è disciplina ma che tu chiami tale.
Sebbene gli allineamenti siano fondamentali, perché non ti limiti a correggere ciò che potrebbe danneggiare lasciando l’allievo nella consapevolezza della “sua” asana?
Ti arroghi il diritto di “pulire” un’asana ma in quell’asana c’è lo sforzo dell’allievo, c’è il suo stadio di coscienza che non è il tuo, c’è il suo tentativo di elevarsi… Ma tu rendi tutto questo tuo.
Lo yoga è senza tempo, senza spazio, è la libertà di sbagliare e di prenderne consapevolezza, è una evoluzione graduale.
Non può e non deve essere lo yoga del “maestro”… Maestro di cosa poi?…
Lascia che sia il “tuo” allievo a fare la sua collana di perle, perché se lo yoga è Unione con il divino, questa unione non sia tu, l’allievo e il divino…abbi l’umiltà di farti da parte, di “svestirti” da un potere che nessuno ti ha conferito ma è soltanto un ruolo che prepotentemente hai indossato.
… Al lettore l’ardua sentenza!

Mary Bellomo

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