Chi Sei?

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Chi Sei?

Chi Sei?

Ti sei mai chiesto… Chi Sei?
Niente di più semplice rispetto ai dubbi amletici della vita… convinti di conoscere la risposta o le risposte: 
un padre, una madre, un insegnante, una donna, un figlio, un artista…

Un tempo cercavo di darmi mille risposte, oggi resto inerme e quasi indifferente davanti a questa domanda per non impazzire perché qualunque risposta sarebbe il frutto di un aspetto limitante dell’esistenza. 

Alla domanda “Io chi sono” dovrei rispondere innanzitutto con quello che penso che io non sia, quello che mai vorrei essere.

Siamo troppo convinti di conoscerci a fondo e questo genera una scatola entro la quale ci chiudiamo, indossando abiti cuciti a pelle con tanto di maschere e corazze così aderenti che stentiamo a riconoscerli come tali. 

Spesso ho parlato della necessità di accogliere quelle che Jung definisce ombre, quegli aspetti che mai vorremmo ci appartenessero, che riconosciamo negli altri e che altro non sono se non proiezioni di alcuni nostri aspetti.

Il de-limitarsi entro confini arginati non rinnega soltanto quella parte di noi che non vorremmo ci appartenesse  ma ci preclude anche la possibilità di riscoprire le nostre potenzialità latenti relegandoci in una posizione di rassegnazione che soffoca quanto potrebbe emergere e la sua possibilità di realizzazione. 

Similmente ad un carciofo che si spoglia foglia dopo foglia, dalle foglie più dure e spinose che come una corazza racchiudono il suo cuore…ogni foglia una definizione, ogni definizione un de-limitarsi,  un arginarsi dentro confini a costruire una zona di comfort, situazioni alle quali siamo già abituati, e che costituiscono una routine letale.

 

Mary Bellomo

 

 

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