Yoga a Colori

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Yoga a Colori

Yoga a Colori

Troppo spesso mi viene chiesto, soprattutto da chi è al primo approccio allo Yoga, cosa indossare durante la pratica e se c’è la necessità di un colore piuttosto che un altro.

La mia risposta immediata sarebbe di indossare quello che ci piace e ci fa sentire a nostro agio.

Se dovessi dare una risposta più ampia, ti consiglierei abbigliamento comodo, possibilmente di cotone in modo che la pelle possa respirare e non molto ampio in modo da poter osservare bene quegli allineamenti sbagliati che potrebbero danneggiare e portare fuori sicurezza.

Ad esempio, un pantalone ampio potrebbe non evidenziare un ginocchio iper-esteso e causare danni, col tempo all’articolazione.

Eviterei i calzini che invece troppo spesso noto in classi di yoga perché il contatto del piede col tappetino porta ad un migliore radicamento e conseguentemente a migliorare postura, equilibrio e stabilità.

Fatta questa premessa, scegli pure di essere alla moda con capi yogici griffati o semplicemente indossa abiti funzionali altrettanto, se non più, yogici.

Il tasto dolente riguarda i colori da scegliere, almeno secondo alcuni ma non nella nostra scuola di formazione. C’è chi segue la cromoterapia, chi il colore spirituale, chi il colore di guarigione…chi semplicemente il colore che più gli piace.

L’Ayurveda lega i colori agli elementi naturali, e così il verde è la terra, il rosso il fuoco, il blu l’aria e l’etere, il bianco, ritenuto sattvico, “puro”, la luce.

A tal proposito, molti yogi indossano abiti bianchi, ad esaltare luce, spiritualità e purezza, quasi a voler mantenere l’anima candida. Il bianco inoltre, nel suo potere di riflettere, dovrebbe far da scudo alle energie negative, teoria alquanto discutibile, ed aumentare in chi lo indossa la capacità di donare Luce e Amore.

Nulla di sbagliato o contestabile se la scelta non è obbligata.

Nello Zen l’abbigliamento più usato è di colore nero.

Nero è il colore delle potenzialità latenti, dell’oscurità che può ricevere luce, è il Vuoto Assoluto, l’espressività delle emozioni al di là di ogni colore, il tutto e il niente, il buio primordiale… le ombre.

Bianco e Nero, due colori opposti ma complementari come la Luce e il Buio, lo Yin e lo Yang della filosofia Taoista.

Volendo essere più tecnici, nell’Arte il bianco è la somma di tutti i colori e riflette tutte le onde luminose, il nero invece assorbe tutte le sfumature di colori senza restituirle, ma entrambi contengono tutti i colori.

Per concludere, che tu ti senta Bianco, Nero o anche Arancione,  non troverai l’essenza dello Yoga in un colore né in nessuna pratica che esuli dalla tua Presenza…tutto il resto è superfluo.

Mary Bellomo

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