TADASANA: La Montagna

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TADASANA: La Montagna

TADASANA : La Montagna

Nell’articolo di oggi, mi soffermerò su un’asana apparentemente molto semplice e banale, in realtà alla base di una pratica yogica, TADASANA, la posizione della montagna.

E TADA, è un termine sanscrito che si traduce appunto con montagna.

E’ una posizione in piedi, la posizione per eccellenza direi.

I piedi sono ben radicati, distanti quanto le anche e paralleli tra di loro, con il peso del corpo ben distribuito su tutti e quattro i lati dei piedi, le dita ben divaricate a costituire quello che definisco “alluce yogico” quasi alla pari dell’alluce prensile delle scimmie.

Le gambe sono distese e i quadricipiti attivi tendono a sollevare le rotule verso l’alto mentre il coccige cerca il radicamento verso il basso portando il pube leggermente verso l’alto per distendere e rilassare la zona lombare, gli addominali sono attivi.

Le spalle ruotano verso l’esterno per inglobare le scapole nella schiena e sono rilassate, mentre gli avambracci ruotano verso l’interno.

Restare in TADASANA, è una vera e propria sfida per il corpo e per la mente.

E’ il restare immobili e saldi come una montagna maestosa, immobili nel corpo e immobili nella mente fermando il vortice dei pensieri in perfetto equilibrio.

E’ l’ asana del collegamento Terra, primo Chakra Muladhara e Cielo, settimo Chakra Sahasrara.

Piedi ben radicati che affondano le radici nella Terra mentre ci si protende al Cielo come uno scalatore che, istante dopo istante, tende alla vetta.

Restare in ascolto del respiro, in questa posizione, è un lasciarsi andare alla maestosità dell’ Universo, un sentirsi perfettamente la tessera di un mosaico che compone l’ Unità.

TADASANA, oltre a migliorare a livello fisico la postura e l’equilibrio, permette di prendere consapevolezza del proprio corpo e del respiro.

Una leggenda narra che c’era un tempo in cui le montagne avevano le ali e continuamente volavano tra la dimora degli Dei finchè Shiva, infastidito da questo continuo movimento, con un gesto repentino, gli tagliò le ali facendole precipitare dal Cielo alla Terra e da lì non si mossero più.

 

Mary Bellomo

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