SAHASRARA: il Chakra della Corona – conclusione

SAHASRARA: il Chakra della Corona
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SAHASRARA: il Chakra della Corona – conclusione

SAHASRARA: il Chakra della Corona

I quattro petali della radice si sono evoluti fino a sbocciare nel Loto dai Mille Petali.

Sahasrara dall’alto rivolge i suoi petali viola, il colore della spiritualità, verso il basso, quasi a voler riversare la preziosa energia.

È il Chakra della Spiritualità, della Consapevolezza, della Trascendenza ma soprattutto dell’Empatia e della Compassione, del “sentire insieme”, della partecipazione emotiva con l’altro, della Presenza a se stessi.

Qui tutto è Uno, non esiste più dualità, oltre l’essere e il non essere, il pensiero puro e la coscienza.

I suoi petali contengono tutte le vocali sanscrite ma qui non c’è suono se non l’eco etereo dell’ (Om).

Quando è equilibrato, siamo oltre il dualismo, nell’Unione di microcosmo e macrocosmo, come testimoni esterni alla realtà.

Tra i probabili squilibrii di Sahasrara infiammazioni cerebrali, forti difficoltà visive ed emicranie a livello fisico, mentre a livello psicologico forti depressioni, fobie e confusioni mentali.

I cristalli che predilige sono l’ametista e il diamante, incenso e la mirra le fragranze.

La sua rappresentazione è il Vuoto, l’ Infinito, la capacità di contenere la Compassione e l’ Empatia ma allo stesso tempo l’estasi nell’ isolamento completo, nella luce e nel buio, in quel vuoto dove tutto potrebbe essere.

Nelle tecniche yogiche è stimolato da Tadasana, la montagna, asana che lavora su Muladhara, primo Chakra e Sahasrara, settimo, il collegamento tra Cielo e Terra; Sasangasana, il coniglio, Matsyasana, il pesce, Sirsasana nonchè le asana da meditazione come Savasana e Siddhasana.

Tra le tecniche preferite la meditazione camminata soprattutto in luoghi aperti e dai vasti panorami come ad esempio la montagna, il Pranayama, la scienza yogica della respirazione e la recitazione dei mantra.

Nella quotidianità Sahasrara richiede quanto di più semplice possa esserci, la meditazione nell’azione, la presenza a sé stessi.

Essere assorti completamente in ogni piccola azione è la più grande meditazione, respirare all’unisono con l’Universo è più che toccare il Samadhi.

Mary Bellomo

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