AJNA CHAKRA – II parte

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AJNA CHAKRA – II parte

AJNA Chakra

II parte

Gli ultimi due Chakra governano i nostri sensi superiori elevando la coscienza a nuove prospettive.

I primi cinque Chakra sono legati alle Nadi, per cui vengono stimolati e attivati dalla respirazione, Ajna e Sahasrara, sesto e settimo non sono legati a stati corporei bensì mentali.

Ajna, il sesto Chakra è definito anche la Casa dello Spirito poiché attraverso esso possiamo interiorizzare il mondo esterno ed esteriorizzare il mondo interno.

E’ la sede dell’ intuizione, l’immaginazione e la visione spirituale della vita.

Andando oltre i concetti esoterici di doti sovrannaturali, sui quali nutro forti dubbi e scetticismo, nella mia libertà di espressione, definisco l’intuizione come un normale processo di elaborazione dell’inconscio.

Le visualizzazioni e le meditazioni yogiche dovrebbero agire sull’emisfero destro creativo del cervello, equilibrando la sfera logico razionale dell’emisfero sinistro.

Mettendo a tacere il costante vorticoso flusso dei pensieri, in uno stato di quiete, tutto diventa limpido e improvvisamente emergono dall’inconscio quelle informazioni immagazinate in momenti diversi della vita che portano alla risoluzione di un problema in un processo improvviso, come un flash d’intuizione, l’Eureka di Archimede.

Quando la mente è calma e rilassata ci si apre ad un livello più elevato.

Ajna Chakra a livello fisico, controlla l’occhio sinistro, il naso, le orecchie e il cervello pertanto un suo probabile squilibrio comporta disturbi alla vista, emicrania, ronzii alle orecchie, labirintite.

A livello psicologico, uno squilibrio, in eccesso o in difetto, potrebbe comportare incubi, nevrosi, stress e confusione mentale.

Tra le erbe gradite al sesto Chakra troviamo l’artemisia, l’anice e lo zafferano, mentre i cristalli attribuiti lapislazzuli, quarzo e zaffiro.

Poiché legati a processi mentali e non corporei, non ci sono cibi possano aiutare il suo equilibrio, il digiuno stimola la sua energia.

Gli esercizi utili ad attivare Ajna riguardano gli occhi.

Tra le asana Vrksasana, l’albero, fortemente radicati ma protesi al cielo, Garudasana, l’aquila, Baddakonasana, ma soprattutto le asana che inducono al rilassamento, alla introspezione e alla meditazione tra cui Savasana e Siddhasana.

Le pratiche più utili al suo equilibrio sono le pratiche mentali più che quelle fisiche pertanto la meditazione e le visualizzazioni che stimolano i processi dell’intuizione e della “chiaroveggenza”.

E a proposito di “Chiaroveggenza” anche qui, emergono i miei forti dubbi riguardo a poteri extrasensoriali e doti paranormali: depongo la bacchetta magica, filtri, carte e sortilegi a favore della visione limpida e semplice della nostra scuola di formazione yoga che intende il termine Chiaroveggenza alla lettera “vedere ciò che è” lasciando a ciascuno la libertà della propria visione.

Mary Bellomo

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