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VISHUDDA: il Chakra della Gola – Introduzione

VISHUDDA: il Chakra della Gola

Introduzione

Molto spesso mi capita di relazionarmi con allievi, provenienti da altre scuole, che lamentano quella che io definisco “povertà” dello yoga.

Insegnanti che, oltre alla pratica, non accennano neanche lontanamente al corpo energetico o panico, né ad alcun aspetto teorico dello yoga, lasciando se stessi e di conseguenza gli allievi nel digiuno completo.

Sebbene il risveglio dell’energia Kundalini sia alla base della formazione Hatha Yoga e della filosofia Tantrica, mi chiedo come possano alcune scuole ridurre lo yoga alla sola pratica delle asana.

La pratica yoga con la corretta respirazione è un lavoro energetico, pertanto credo sia fondamentale fornire le basi per la comprensione del modo in cui questa energia fluisce, i benefici ed anche le controindicazioni di un risveglio precoce.

La comunicazione, in tal senso, riveste un ruolo rilevante ai fini della comprensione e delle relazioni che possono stabilirsi in ogni dove…

A difesa degli imputati, chiamo in causa il Chakra della Comunicazione, il MaestroVishudda.

La descrizione del quinto Chakra ci eleva alle energie sottili dei Chakra Superiori.

Se i primi tre Inferiori regolano gli istinti, la sopravvivenza, la sessualità, l’agire, i tre Superiori ci conducono verso l’espressione della creatività fino a giungere alla spiritualità e, come le energie si fanno meno tangibili, così diventa sempre meno concreta la comprensione del loro manifestarsi.

Vishudda è il Chakra della Gola, il Chakra della Comunicazione verbale ma anche dell’espressione della creatività, dei talenti e della telepatia.

La comunicazione è oltre lo stato fisico manifesto, oltre il corpo, è l’espressione dei pensieri, rappresenta il primo livello energetico di trascendenza fisica, fondamentale e indispensabile ai fini della connessione con gli altri e con l’Universo intero.

È il loto dai 16 petali e contiene tutte le vocali del Sanscrito, quindi tutti i modi possibili di esprimere la comunicazione e la sua essenza è nel verbo “Io parlo” e nel Bija-Mantra “Ham”.

Sedici petali la cui somma è sette, il numero della conoscenza, della consapevolezza, dell’analisi che dall’introspezione conduce all’espressività creativa delle potenzialità latenti.

Vishudda vuol dire “Purificazione”, e il suo colore, azzurro come il cielo, rispecchia la purezza e la limpidezza, così come l’Etere, il suo elemento, che contiene le vibrazioni più sottili, e che, per il fenomeno fisico della risonanza, connette e unifica tutte le vibrazioni dell’Universo…

È qui che emerge la coscienza collettiva, la consapevolezza di essere parte dell’Universo…quel luogo in cui tutte le vibrazioni si accordano all’unisono nell’armonica sinfonia della vita.

Mary Bellomo

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