MULADHARA: il Chakra della Radice – viaggio energetico (sec.parte)

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MULADHARA: il Chakra della Radice – viaggio energetico (sec.parte)

MULADHARA, il Chakra della Radice

– seconda parte-

Nell’ articolo precedente, ho descritto in modo generale il primo Chakra, ora vediamo qualche curiosità.

La rappresentazione di Muladhara è carica di immagini dal valore fortemente simbolico.

E’ il loto dai quattro petali, come già detto, e all’interno di esso è rappresentato un triangolo con la punta verso il basso, proprio ad indicare la forza proiettata verso la Terra.

All’ interno del triangolo la dea Kundalini, mentre, alla base, l’animale simbolo, l’elefante dalle sette proboscidi, Airvata.

L’elefante, insieme al bue e al toro, sono tra gli animali più massicci e materiali, per cui legati al primo Chakra, e, Airvata, ci rimanda a Ganesha, il dio dalla testa di elefante, senza dubbio tra le divinità induiste più popolari in occidente.

Nella raffigurazione, oltre a Brahma bambino e alla dea Dakini, come manifestazione di Shakti, il bija-mantra LAM.

Questo il significato dei simboli della sua rappresentazione…inutile ribadire il concetto che non abbiamo nessun elefante e quant’altro…nel perineo…!!!

Anche il cibo ha delle qualità vibrazionali e una sua composizione che rimanda agli elementi naturali, pertanto è possibile associare in modo grossolano e per mera curiosità, senza entrare in argomenti “nutrizionali” (sarei tra l’altro distruttiva, seguendo io il principio naturale della unicità, per cui il mio corpo è assolutamente differente da qualsiasi altro corpo, pertanto non è possibile seguire norme generali se non la mia “intelligenza” che mi indica quello che occorre al mio fabbisogno fisico fuori da ogni “categoria alimentare”…ma questa è un altra storia a cui sarà sicuramente dedicato un altro articolo…o forse un trattato…)

…dicevo…

Il cibo associato a Muladhara è la carne e le proteine, includendo anche tofu, legumi, uova, frutta secca, alcuni tipi di formaggi.

I cristalli associati sono principalmente il rubino, l’ematite e il diaspro; tra le spezie chiodi di garofano e cannella.

Tornando al nostro yoga, ogni asana contribuisce ad equilibrare uno o più Chakra.

Il primo Chakra essendo il più basso, è connesso essenzialmente alle nostre gambe e ai piedi, pertanto tutte le asana in piedi lavorano in primo luogo su Muladhara, ma anche le posizioni sedute con base in appoggio sul perineo, in modo più specifico quelle a gambe incrociate che rimandano alla forma base triangolare.

Tra tutte, Tadasana, la posizione della montagna, Virabhadrasana, i guerrieri, Savasana, e Vrksasana, la posizione dell’albero, che nella sua “semplicità” ci rimanda a piantare le nostre radici e a protenderci verso il cielo.

Tanti sono I modi per “lavorare” sul primo Chakra, dalle semplici visualizzazioni dei piedi che affondano le radici nella profondità della terra, alle meditazioni con o senza mantra, da soli o in compagnia, con abito bianco o nero…con turbante o senza…

A te la scelta…

E se non hai voglia di tutto questo, fai la cosa più naturale che possa esserci…

…cammina a piedi nudi, in un bosco, su un prato e trai nutrimento dalla Terra.

Mary Bellomo

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